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Passare da ditta individuale a SRL significa trasferirel’attività dentro una società di capitali, con separazione patrimoniale, maggiore accesso al credito e una struttura più adatta alla crescita.
Il passaggio avviene di solito tramite conferimento d’azienda ex art. 176 TUIR.
Con il conferimento puoi:
- Trasferire l’intera azienda alla SRL in neutralità fiscale, senza far emergere plusvalenze tassabili
- Mantenere continuità in contratti, dipendenti e rapporti con clienti e fornitori
- Ricevere quote della SRL al posto dell’azienda conferita, restando dentro l’attività.
Le strade possibili sono 4:
- Conferimento in una nuova SRL
- Conferimento in una SRL già esistente
- Cessione dei singoli beni o rapporti giuridici
- Chiusura della ditta individuale e costituzione di una nuova società.
Tempi e costi medi:
- 30-60 giorni per chiudere l’operazione;
- 4.000-10.000 € di costo una tantum tra perizia, notaio, imposte, bolli e diritti camerali;
- Da 3.500-4.500 € l’anno per gestire una SRL a regime, considerando contabilità ordinaria, bilancio, libri sociali, diritto camerale e dichiarazioni.
Il passaggio a SRL conviene se:
- Hai superato, o stai per superare, gli 85.000 € di ricavi del regime forfettario
- Vuoi dedurre i costi, separare il patrimonio personale dal rischio d’impresa e accedere a credito strutturato
- Stai per accogliere soci, raccogliere capitale o partecipare a bandi riservati alle società di capitali
- Vuoi posizionare il progetto come startup innovativa, attrarre investitori, costruire piani di stock option o accedere ad agevolazioni come Smart&Start.
Se ti riconosci in almeno una di queste situazioni, il passaggio merita una valutazione seria. Continua a leggere
Quando conviene passare da ditta individuale a SRL
La ditta individuale funziona bene finché l’attività resta personale.
Tu firmi i contratti, tu fatturi, tu rispondi dei debiti con il tuo patrimonio.
È una forma snella per partire. Diventa stretta quando l’attività cresce, i margini cambiano, i rischi aumentano e iniziano ad arrivare soci, investitori o bandi.
Superamento degli 85.000 €: cosa cambia tra forfettario e SRL
È il segnale più facile da riconoscere.
Sopra gli 85.000 € di ricavi annui esci dal regime forfettario e perdi la tassazione agevolata che rendeva la ditta individuale così snella.
Da quel momento il reddito viene tassato in modo ordinario e il peso fiscale può crescere parecchio, soprattutto se l’utile aumenta.
Da qui nasce il confronto con la SRL. Una ditta individuale in ordinario con utile di 100.000 € paga oltre il 50% tra IRPEF, addizionali e contributi. Una SRL con lo stesso utile paga IRES al 24% fissa e IRAP al 3,9%. Solo in caso di distribuzione del dividendo al socio, è previsto un ulteriore 26%. Sulla carta la SRL è più efficiente, ma il passaggio non deve basarsi esclusivamente sul fatturato: la convenienza dipende da quanto utile vuoi prelevare per uso personale e quanto invece reinvestire in azienda.
Su questo tema c’è un approfondimento dedicato al regime forfettario per startup che chiarisce limiti, soglie e cause di decadenza.
Consiglio Startax: Valuta anche la struttura a Holding. Se il tuo obiettivo non è il prelievo immediato di tutta la liquidità per scopi personali, ma il reinvestimento in altre attività o la protezione del patrimonio, la configurazione ottimale nel 2026 prevede l’interposizione di una Holding (SRL). Grazie al ripristino integrale della Participation Exemption (PEX) operata dal DL 38/2026, i dividendi che la tua società operativa versa alla Holding sono esclusi dalla tassazione per il 95%.
Quando il rischio patrimoniale diventa un problema
Nella ditta individuale non esiste separazione tra te e l’attività. Se un cliente non paga e tu non riesci a coprire i costi dei fornitori, se firmi una garanzia personale per un fido, se finisci in un contenzioso con un dipendente o con il fisco, i creditori possono aggredire la tua casa, i tuoi conti, i tuoi risparmi.
Finché lavori in solitaria con clienti consolidati e flussi prevedibili il rischio è minimo. Diventa reale quando:
- Hai aperto fidi di cassa, anticipi fatture
- Lavori con fornitori che richiedono pagamenti anticipati o lettere di credito
- Hai collaboratori da pagare.
In questi casi la responsabilità limitata della SRL permette di separare il rischio d’impresa dal patrimonio familiare.
Soci, investitori e bandi: quando la SRL diventa necessaria
Il tuo prodotto diventa appetibile, e ti capitano occasioni che come ditta individuale non puoi sfruttare:
- Un collaboratore operativo entra nel progetto e vorrebbe diventare tuo socio
- Un investitore vorrebbe mettere capitale nel tuo progetto
- Vuoi accedere a bandi riservati alle società di capitali, come Smart&Start Italia o molte misure regionali.
Quando invece il passaggio non conviene
La SRL può costare più di quanto faccia risparmiare quando gli utili sono bassi e il prelievo personale è alto.
Se la ditta individuale produce 30-40.000 € di utile annuo e quell’utile ti serve per vivere, devi distribuirlo come dividendo. Su quei dividendi paghi il 26%, dopo l’IRES già versata dalla società. Aggiungi i 3.500-4.500 € l’anno di gestione SRL e il vantaggio fiscale teorico si assottiglia o sparisce.
In questo caso la ditta individuale in regime ordinario, con costi deducibili, può restare la forma più efficiente. Il passaggio a SRL diventa razionale quando l’utile cresce abbastanza da poter essere reinvestito in azienda, invece di essere prelevato quasi per intero.
Il consiglio Startax: prima di decidere, fai due conti realistici. Quanto utile produci oggi, quanto ne preleverai per uso personale, quanto invece reinvestirai. Se la quota da reinvestire è bassa, la SRL ti costa senza darti un vantaggio fiscale reale. Se è alta, e si aggiunge anche uno degli altri segnali, il passaggio inizia ad avere senso.
I 4 modi per passare da ditta individuale a SRL
“Passare da ditta individuale a SRL” è un’espressione imprecisa.
Ancora più impreciso è parlare di trasformazione da ditta individuale a SRL. Tecnicamente una ditta individuale non si trasforma in società, perché manca un soggetto societario da trasformare.
Quello che può accadere è che l’attività venga portata dentro una SRL attraverso un’operazione giuridica specifica, oppure la ditta venga chiusa e la società nasca da zero.
La domanda corretta è quale operazione serve per trasferire correttamente l’attività?
Le strade da valutare sono tre:
- Conferimento d’azienda in una nuova SRL
- Conferimento d’azienda in una SRL già esistente
- Cessione dei singoli beni o rapporti giuridici
- Chiusura della ditta individuale e costituzione di una nuova SRL.
Conferimento d’azienda in una nuova SRL
Il conferimento d’azienda è l’operazione con cui trasferisci alla SRL l’intera attività: beni materiali, beni immateriali, contratti, crediti, debiti, clientela, avviamento. In cambio non ricevi denaro, ma quote della società.
La ditta individuale cessa e l’attività prosegue con la SRL, senza ripartire da zero.
È la scelta che garantisce continuità su tutti i piani:
- Contratti: la SRL subentra nei contratti con clienti, fornitori, locatari, banche
- Dipendenti: passano alla SRL conservando anzianità, mansione, retribuzione
- Avviamento: clientela, marchi, know-how, reputazione commerciale si trasferiscono dentro l’azienda conferita.
Il conferimento ha un vantaggio importante: può avvenire in neutralità fiscale ai sensi dell’art. 176 TUIR. Significa che il valore costruito negli anni non viene tassato subito come plusvalenza.
Se la tua ditta ha un avviamento rilevante, il conferimento permette di portarlo nella SRL senza far emergere immediatamente un’imposta su quel valore.
2. Conferimento in una SRL già esistente
Il conferimento può avvenire anche in una SRL già costituita.
In questo caso la società aumenta il capitale e tu ricevi quote in cambio dell’azienda conferita.
Questa soluzione può servire quando:
- Esiste già una società operativa che deve incorporare l’attività della ditta individuale
- Stai entrando in un progetto con altri soci
- Vuoi trasferire la tua attività dentro una struttura societaria già pronta;
- Un partner industriale vuole acquisire l’attività facendoti restare nella compagine sociale.
3. Cessione d’azienda alla nuova SRL con ingresso di nuovo socio
La cessione è una delle operazioni più frequenti. Una situazione che affrontiamo frequentemente è questa: due persone decidono di costituire insieme una SRL, ciascuna con il 50% del capitale. Uno dei due ha già una ditta individuale operativa. Invece di conferire l’azienda alla nuova SRL, cede alla società appena costituita i suoi beni e i diritti detenuti con la ditta individuale. Anche in questo caso si genera un effetto di continuità tra impresa individuale e SRL.
Come funziona dal punto di vista fiscale. Trattandosi di cessione d’azienda, si applicano le regole già viste:
- Plusvalenza tassabile in capo al cedente, calcolata come differenza tra prezzo pagato e valore fiscale dei beni ceduti, con tassazione come reddito d’impresa
- Imposta di registro proporzionale sul valore dei beni trasferiti, secondo le aliquote di cui al DPR 131/1986
- Divieto di concorrenza ex art. 2557 c.c. in capo al cedente per cinque anni, che però nella pratica diventa irrilevante perché il cedente prosegue l’attività dentro la SRL acquirente come socio. La clausola serve comunque a proteggere il socio
- Subentro nei contratti, nei dipendenti, nei debiti secondo gli artt. 2558, 2112, 2560 c.c., come per qualunque cessione d’azienda.
Questa operazione,che non è una mera variazione della cessione classica, risponde a logiche di riequilibrio patrimoniale, protezione degli asset e ottimizzazione dei flussi di cassa che la trasformazione diretta o il conferimento d’azienda non riescono a soddisfare con la medesima efficacia.
Quali sono i vantaggi rispetto al conferimento?
La liquidità. Nel conferimento il socio entrante riceve quote, non denaro. Nella cessione incassa il prezzo dell’azienda. Per chi vuole monetizzare almeno una parte del valore costruito con la ditta individuale, la cessione è la strada che lo permette.
Bilanciamento patrimoniale tra soci. Se i due soci entrano al 50% ma uno porta un’azienda avviata e l’altro porta solo capitale fresco, la cessione permette di riequilibrare le posizioni: l’azienda viene pagata con il capitale del nuovo socio, e i due partono effettivamente alla pari sul piano dei valori entrati in società.
Pianificazione fiscale del cedente. La plusvalenza da cessione d’azienda può essere assoggettata a tassazione separata in alcuni casi previsti dalla normativa, oppure rateizzata in cinque anni se l’azienda era posseduta da almeno tre anni (art. 86 TUIR).
4. Chiudere la ditta individuale e aprire una SRL
La terza via è la più semplice sulla carta: chiudi la partita IVA della ditta individuale, costituisci una nuova SRL, ricominci da zero.
Va bene solo se hai un’attività snella senza beni strumentali di particolare valore, non hai un avviamento significativo, né immobili strumentali di proprietà.
Ma scegliere questa strada per evitare il conferimento potrebbe rivelarsi rischioso fiscalmente. Se chiudi la ditta, apri la SRL e poi trasferiscinella società beni, clienti, contratti e rapporti commerciali senza un atto formale, il Fisco può interpretare l’operazione come un trasferimento d’azienda mascherato.
L’Agenzia delle Entrate, in caso di controllo, ha il potere di riqualificare l’operazione come cessione d’azienda non dichiarata. Le conseguenze sono pesanti: imposte, sanzioni, interessi e tassazione di eventuali plusvalenze.
SRL o SRLS?
Se stai valutando di costituire una SRL semplificata (SRLS) per contenere i costi di costituzione, devi considerare che non è ammesso il conferimento in natura, quindi nemmeno il conferimento d’azienda.
Questo significa che, se vieni da una ditta individuale con beni strumentali, magazzino, contratti, dipendenti o avviamento, la SRLS non è una via percorribile attraverso il conferimento. Puoi costituire una SRLS solo chiudendo prima la ditta individuale e ripartendo ex novo.
Inoltre, considera che lo statuto della SRLS è standard e non permette di inserire clausole che servono a chi punta a crescere: governance flessibile, regole sull’ingresso di nuovi soci, piani di stock option, prelazione, drag along.
Per un dettaglio sulle implicazioni statutarie c’è la guida su come aprire una startup che entra nel merito.
Conferimento d’azienda in SRL: procedura step by step
Il conferimento d’azienda segue una procedura formale.
1. La perizia di stima del revisore legale
A garanzia dell’effettività del capitale sociale e a tutela dei creditori della nascente SRL, la legge impone un controllo rigoroso sulla valutazione dei beni conferiti in natura. Ecco perchè la prima cosa da fare è nominare un revisore legale iscritto al Registro tenuto dal Ministero dell’Economia, che redige la relazione giurata di stima prevista.
La perizia stabilisce il valore economico dell’azienda conferita e contiene:
- La descrizione analitica degli elementi conferiti (beni materiali, immateriali, crediti, debiti, contratti);
- I criteri di valutazione utilizzati;
- L’attestazione che il valore dell’azienda è almeno pari all’ammontare del capitale sociale che si intende sottoscrivere con il conferimento.
Il revisore si assume la responsabilità civile e penale della valutazione. Per questo il costo della perizia non è da sottovalutare: si va da 1.500 € per realtà semplici fino a 5.000 € e oltre per aziende strutturate, con magazzino, immobili, contratti complessi.
2. Costituzione della SRL o aumento di capitale
Con la perizia pronta, si va dal notaio.
A seconda della via scelta per passare da ditta individuale a SRL, l’atto sarà di costituzione o di aumento di capitale:
- Conferimento in nuova SRL: il notaio redige l’atto costitutivo della società, che deve contenere denominazione, sede, oggetto sociale, capitale (sottoscritto interamente con il conferimento dell’azienda), nomina dell’amministratore, durata della società. Lo statuto va personalizzato in funzione degli obiettivi: clausole su nuovi soci, governance, eventuali piani di incentivazione futuri.
- Conferimento in SRL preesistente: l’atto è invece di aumento di capitale a pagamento, sottoscritto dall’imprenditore individuale che apporta l’azienda. La perizia, in questo caso, deve valutare anche la SRL ricevente, per calcolare correttamente le quote spettanti al nuovo socio rispetto ai soci preesistenti.
3. Atto notarile di conferimento
L’atto notarile formalizza il trasferimento dell’azienda dalla persona fisica alla SRL.
Di norma vengono allegati:
- Relazione giurata di stima;
- Inventario dei beni conferiti;
- Statuto della SRL.
Dalla firma, l’azienda passa giuridicamente alla società. Il notaio deposita l’atto al Registro Imprese e lo registra presso l’Agenzia delle Entrate.
4. ComUnica, partita IVA, INPS e codice SDI
Dopo l’atto parte la fase amministrativa.
Con la Comunicazione Unica d’Impresa si gestiscono:
- Iscrizione della SRL al Registro Imprese;
- Apertura della partita IVA;
- Iscrizioni INPS;
- Posizione INAIL, se dovuta.
La SRL deve poi attivare il proprio codice destinatario SDI per la fatturazione elettronica, comunicarlo a clienti e fornitori e aprire un conto corrente intestato alla società.
Il conto della ditta individuale non può essere riutilizzato, perché intestato alla persona fisica.
5. Chiusura della ditta individuale
La ditta individuale va chiusa dopo la firma dell’atto di conferimento, non prima.
Anche la cessazione avviene tramite ComUnica e comprende:
- Cancellazione dal Registro Imprese;
- Chiusura della partita IVA;
- Chiusura posizione INPS;
- Cessazione INAIL, se attiva;
- Eventuale comunicazione al Comune.
Tra la firma dell’atto e la chiusura definitiva della ditta possono passare alcune settimane. È una fase da coordinare bene, perché l’attività è già passata alla SRL, ma la ditta risulta ancora aperta per gli adempimenti finali.
Costi e tempi per passare da ditta individuale a SRL
Il conferimento d’azienda non costa poche centinaia di euro, ma non è nemmeno un’operazione proibitiva.
La spesa iniziale si concentra su tre voci: perizia, notaio e imposte.
A questa si aggiungono i costi annuali della SRL: contabilità ordinaria, bilancio, libri sociali, dichiarazioni e diritto camerale.
Sono costi strutturali. Vanno calcolati prima di decidere, non dopo.
I costi una tantum del conferimento
Per un’operazione standard, senza immobili e senza complessità particolari, il costo complessivo si colloca di solito tra 4.000 e 10.000 €.
La maggior parte dei casi resta nella fascia 5.000-7.000 €.
Le voci principali sono:
- perizia di stima del revisore legale: da circa 1.500 € per attività semplici, fino a 5.000 € e oltre per aziende con magazzino, immobili o contratti articolati;
- atto notarile: in genere tra 2.500 e 3.000 €, con importi più alti se lo statuto è personalizzato o se ci sono più soci;
- imposta di registro: 200 € in misura fissa;
- IVA: non dovuta sul conferimento d’azienda;
- bolli, diritti, vidimazioni e pratiche camerali: circa 300-500 €;
- imposte ipotecarie e catastali: da valutare separatamente se nell’azienda sono presenti immobili.
A questi importi può aggiungersi la consulenza di chi coordina revisore, notaio, statuto, ComUnica e adempimenti successivi.
Il costo annuale della SRL
Dopo il conferimento, la SRL ha obblighi che la ditta individuale non aveva.
Devi mettere in conto:
- Contabilità ordinaria;
- Bilancio d’esercizio;
- Libri sociali;
- Diritto camerale annuale;
- Dichiarazioni fiscali;
- Eventuale gestione di dipendenti, amministratori e ritenute.
Una SRL semplice parte da circa 3.500-4.500 € l’anno per la gestione completa.
Se la società ha dipendenti, vendite estere, magazzino, molte operazioni o una struttura più articolata, il costo può salire oltre 6.000-8.000 € l’anno.
Quanto tempo ci vuole per passare da ditta individuale a SRL
Di norma, dall’avvio dell’operazione alla chiusura della ditta individuale passano 30-60 giorni.
Le tempistiche dipendono soprattutto da:
- Complessità della perizia;
- Tempi del notaio;
- Redazione dello statuto;
- Iscrizione della SRL al Registro Imprese;
- Chiusura della partita IVA individuale.
L’operazione è più rapida quando commercialista, revisore e notaio lavorano in modo coordinato. Se i documenti arrivano in ordine sparso, ogni fase si allunga.
Quando si ripaga l’investimento?
Il conferimento si ripaga quando la SRL ti permette di ottenere un vantaggio fiscale, proteggere il patrimonio personale o rendere possibile una crescita che per la ditta individuale non è sostenibile.
Funziona meglio quando una parte dell’utile resta in azienda per assumere, investire, comprare strumenti o preparare l’ingresso di soci e investitori.
Funziona molto meno quando l’utile è basso e viene prelevato quasi tutto per uso personale.
In pratica, se produci 30-40.000 € di utile annuo e ti serve per vivere, la SRL rischia di aggiungere costi senza generare un beneficio proporzionato.
Immobili nella ditta individuale: cosa succede nel conferimento
Se nella tua ditta hai un capannone, un ufficio o un negozio di proprietà, conferirli dentro la SRL insieme al resto dell’azienda sembra la cosa più ovvia. È spesso però la più costosa.
Perché conferire anche l’immobile può costare di più
Il conferimento d’azienda può avvenire in neutralità fiscale per le imposte dirette. Questo significa che l’eventuale plusvalenza sull’immobile non viene tassata subito. Il problema riguarda le imposte indirette.
Quando l’azienda conferita comprende fabbricati, accanto all’imposta di registro fissa di 200 €, possono applicarsi:
- Imposta ipotecaria: in misura fissa di 200 € sul conferimento d’azienda, ma proporzionale (3%) se l’operazione viene riqualificata come trasferimento immobiliare a sé stante
- Imposta catastale: stessa logica, fissa a 200 € o proporzionale all’1%.
Se l’immobile è solo uno degli elementi dell’azienda, insieme a beni, contratti, clientela, magazzino e avviamento, l’operazione resta più lineare.
Se invece l’immobile rappresenta quasi tutto il valore conferito, il Fisco può contestare che non si stia trasferendo un’azienda, ma di fatto un immobile.
E lì i costi possono cambiare parecchio. Su un immobile di valore elevato, la differenza tra imposte fisse e imposte proporzionali può arrivare a decine di migliaia di euro. Abbastanza per ribaltare la convenienza del passaggio a SRL.
L’estromissione dell’immobile come alternativa
In alcuni casi può avere senso separare l’immobile dall’azienda prima del conferimento.
Il meccanismo funziona così:
- L’imprenditore individuale estromette l’immobile dal patrimonio aziendale, facendolo passare alla sua sfera personale,
- Conferisce alla SRL solo l’azienda, senza l’immobile,
- Concede l’immobile in locazione alla SRL, percependo un canone come persona fisica.
Il vantaggio è doppio: il conferimento resta più leggero e l’immobile non entra nel patrimonio della SRL.
Se un domani la società avesse problemi, quell’immobile non sarebbe tra i beni aggredibili dai creditori sociali.
L’estromissione però ha costi e conseguenze fiscali proprie. Va calcolata prima, non improvvisata durante l’atto.
🗓️ Per il 2026 la valutazione sulla convenienza dell’estromissione agevolata (imposta all’8%) deve essere effettuata tassativamente entro il 31 maggio 2026, prima di procedere con il conferimento in SRL.
Quando l’estromissione conviene
L’operazione di estromissione + conferimento dell’azienda senza immobile non è automaticamente la scelta giusta. Ha senso valutarla quando:
- Il valore dell’immobile è significativo rispetto al resto dell’azienda (sopra il 30-40% del totale conferito)
- L’imprenditore non prevede di vendere a breve l’immobile
- L’immobile non è funzionale a operazioni straordinarie future della SRL (es. ipoteca a garanzia di un finanziamento bancario).
Il consiglio Startax: se nella ditta individuale ci sono immobili, la decisione va presa prima della perizia e prima del notaio. Una volta inserito l’immobile nell’atto di conferimento, tornare indietro diventa complicato e costoso.
Dopo il passaggio a SRL: P. IVA, contratti, dipendenti e debiti
Una volta firmato l’atto di conferimento, l’attività cambia veste giuridica ma deve continuare senza interruzioni. Clienti che fatturano, fornitori che spediscono, dipendenti che lavorano, contratti che decorrono: tutto deve trovarsi al posto giusto dal giorno successivo.
Il Codice Civile e le leggi speciali disciplinano in modo puntuale ciò che succede a ognuno di questi piani.
La partita IVA cambia
La partita IVA della ditta individuale viene chiusa al termine dell’operazione.
La SRL ne ottiene una nuova, intestata alla società.
Non c’è continuità tra la partita IVA della persona fisica e quella della SRL: sono soggetti diversi, con codici fiscali e posizioni autonome.
Per evitare errori nei flussi di fatturazione, vanno comunicati subito a clienti e fornitori:
- Nuova ragione sociale;
- Nuova partita IVA;
- Nuovo codice destinatario SDI;
- Nuovi dati bancari della società.
Le fatture elettroniche successive al conferimento devono passare dalla SRL, non più dalla ditta individuale. Il commercialista coordina tipicamente l’invio di una comunicazione formale a clienti e fornitori, contestualmente all’apertura della nuova partita IVA.
I contratti passano alla SRL, ma vanno controllati
Nel conferimento d’azienda, la SRL subentra di norma nei contratti stipulati per l’esercizio dell’attività.
Questo vale per molti rapporti ordinari: fornitori, clienti, locazione commerciale, leasing, somministrazioni, contratti di servizio.
Non tutti i contratti però passano senza verifiche.
Vanno controllati soprattutto:
- Contratti basati sulla persona del titolare, come alcune consulenze o mandati;
- Contratti bancari, fidi e anticipi fatture;
- Contratti pubblici, bandi o concessioni;
- Contratti che prevedono divieti di cessione o autorizzazioni preventive.
Il subentro può essere automatico sul piano giuridico, ma non sempre è sufficiente. Per i rapporti importanti conviene inviare comunicazioni formali e verificare eventuali clausole prima dell’atto.
I dipendenti continuano senza interruzioni
Se la ditta individuale ha dipendenti, il conferimento non interrompe i rapporti di lavoro.
I lavoratori passano alla SRL mantenendo tutto: dall’anzianità, al livello, ai diritti acquisiti, fino alle ferie maturate.
Per le realtà piccole, la gestione di solito è lineare: comunicazione al dipendente, aggiornamento delle posizioni INPS e INAIL, buste paga successive emesse dalla SRL.
Se invece l’azienda ha più dipendenti o una struttura più articolata, vanno valutati anche eventuali obblighi sindacali e comunicazioni preventive.
I debiti non spariscono con il conferimento
Il conferimento non cancella i debiti della ditta individuale.
I debiti precedenti vanno mappati prima dell’atto, perché alcuni possono seguire l’azienda nella SRL, mentre altri restano in capo all’imprenditore individuale.
Le banche, in particolare, raramente accettano un semplice subentro. Spesso chiedono di chiudere il vecchio rapporto e aprirne uno nuovo intestato alla SRL, dopo una nuova valutazione.
Prima del conferimento conviene fare una fotografia completa della posizione debitoria. Una SRL nata per proteggere e crescere non dovrebbe partire con esposizioni che nessuno ha valutato davvero.
Dalla ditta individuale alla SRL, senza ricominciare da capo
Molti progetti innovativi partono come ditta individuale perché all’inizio manca il capitale per costituire una SRL.
Va bene così: la ditta individuale permette di validare il prodotto, fatturare con i primi clienti e capire se l’attività può stare sul mercato.
Poi i ricavi crescono. Arriva un socio interessato. Un investitore inizia a guardare il progetto. Un bando richiede una società di capitali.
A quel punto il passaggio a SRL non è un salto nel vuoto. È la struttura che segue una crescita già iniziata.
Startax accompagna le imprese innovative anche in questo percorso: dall’apertura della ditta individuale alla costituzione della SRL, fino al conferimento d’azienda.
Avere lo stesso team nelle due fasi cambia molto: chi conosce la tua attività dal giorno zero può impostare il conferimento, coordinare il notaio, lavorare sullo statuto e valutare tempi e costi senza ripartire da zero.
Iniziamo da una conversazione di trenta minuti: sia che tu stia aprendo la ditta individuale, sia che tu stia valutando il passaggio a SRL.
Non adattiamo modelli tradizionali all’innovazione. Nasciamo nell’innovazione e lavoriamo con chi costruisce impresa.
FAQ sul passaggio da ditta individuale a SRL
No. La ditta individuale chiude la sua partita IVA e la SRL ne apre una nuova. Vanno comunicati subito anche codice SDI e dati bancari.
Sì, ma dopo il conferimento l’attività viene trasferita alla SRL, che opera in regime ordinario.
Sì, ma solo se non c’è una vera azienda da trasferire. Se passano alla SRL beni, clienti, contratti o avviamento, il Fisco può contestare l’operazione.
Sì, se conferisci l’azienda in una SRL. La perizia attribuisce un valore all’attività trasferita e rende l’operazione corretta sul piano societario.
Sì, se il ramo è autonomo e organizzato. Deve poter funzionare separatamente, con beni, contratti ed eventuale personale propri.
Non per conferire l’azienda. Nella SRLS il capitale si versa solo in denaro, quindi non puoi trasferire beni, contratti, magazzino o avviamento.