Requisito R&S startup innovativa: quando conviene puntare sulle spese in ricerca e sviluppo

La R&S può essere una strada naturale per chi sviluppa tecnologia proprietaria, software, prototipi o soluzioni nuove. Se invece il valore della startup dipende soprattutto dal team scientifico o da una privativa già registrata, può avere più senso valutare gli altri requisiti.

Il requisito R&S viene spesso visto come la strada più accessibile e residuale per diventare startup innovativa.

Non ti serve avere già un brevetto o un software registrato. Non devi assumere fin da subito un team di dottori di ricerca o laureati magistrali. Devi dimostrare che una parte rilevante dei costi della società, almeno il 15%, riguarda attività di ricerca e sviluppo.

In tal senso, devi sapere quali costi considerare, come registrarli e come documentarli quando arriva il momento di confermare i requisiti.

Per alcune società la R&S è la scelta più naturale, perché descrive il cuore del progetto: prodotto, tecnologia, sperimentazione. Per altre può diventare una scorciatoia fragile, soprattutto quando crescono ricavi, costi commerciali e attività non legate allo sviluppo.

Prima di verificare se raggiungi il 15%, quindi, conviene fare un passaggio in più: capire se ha senso costruire lo status di startup innovativa proprio sulla R&S.

Cos’è il requisito R&S per startup innovativa

Il requisito R&S è uno dei tre criteri (alternativi a personale altamente qualificato o brevetto/proprietà intellettuale) per dimostrare il carattere innovativo di una società.

La R&S riguarda i costi sostenuti per attività di ricerca, sviluppo, sperimentazione o costruzione del prodotto.

Il requisito è rispettato quando queste spese raggiungono almeno il 15% del maggiore tra costo e valore della produzione.

Questo parametro è utile nelle prime fasi, quando i ricavi sono bassi o addirittura zero (pre revenue) ma gli investimenti in sviluppo sono alti. 

Per questo la R&S può essere una strada naturale per chi sviluppa tecnologia proprietaria, software, prototipi o soluzioni nuove. Se invece il valore della startup dipende soprattutto dal team scientifico o da una privativa già registrata, può avere più senso valutare gli altri requisiti.

Come si calcola il 15% di spese R&S

La base di calcolo è il valore più alto tra costo della produzione e valore della produzione.

Ad esempio:

VoceImporto
Costo della produzione120.000 €
Valore della produzione80.000 €

In questo caso il valore più alto è il costo della produzione: 120.000 €.

La soglia R&S sarà quindi: 120.000 € × 15% = 18.000 €

→ Per rispettare il requisito, la startup dovrà avere almeno 18.000 € di spese qualificabili come ricerca e sviluppo.

La formula usa il maggiore tra costo e valore della produzione perché molte startup, nei primi anni, investono molto prima di generare ricavi stabili.

Pensa a una società che sviluppa un software proprietario. Può avere developer, consulenti tecnici, infrastruttura cloud e attività di test prima ancora di iniziare a fatturare.

Quando la startup cresce, però, la base di calcolo può cambiare.

VoceImporto
Costo della produzione200.000 €
Valore della produzione260.000 €

Qui il valore più alto è il valore della produzione: 260.000 €.

La soglia R&S diventa: 260.000 € × 15% = 39.000 €

Questo significa che il requisito R&S non va valutato solo al momento dell’iscrizione. Se aumentano i ricavi, i costi commerciali o le attività non legate allo sviluppo, la soglia può diventare più difficile da rispettare negli anni successivi.

Quali spese rientrano nella ricerca e sviluppo

Una spesa può entrare nel calcolo se è collegata a ricerca, sviluppo, sperimentazione, prototipazione o costruzione del prodotto. La stessa voce di costo, in situazioni diverse, può avere un trattamento diverso.

Personale e founder coinvolti nello sviluppo

Rientrano i costi lordi del personale interno impiegato in attività di ricerca e sviluppo: developer, ingegneri, data scientist, product manager.

Possono rientrare anche founder, soci e amministratori, ma solo per la parte di lavoro dedicata allo sviluppo del prodotto.

A determinare se un costo rientra nella R&S è il lavoro svolto, non il ruolo formale.

Un developer che costruisce nuove funzionalità o lavora su componenti proprietarie può rientrare nella R&S. Chi si occupa di manutenzione ordinaria, configurazioni standard o gestione operativa, invece, no.

Lo stesso vale per un amministratore. Se scrive codice, segue test o lavora sulla sperimentazione, quella quota può essere considerata R&S. Se si occupa di gestione societaria, commerciale o amministrativa, è escluso.

Quando una persona lavora solo in parte sulla R&S, serve una rendicontazione delle ore. Senza una traccia chiara, quella quota diventa difficile da dimostrare.

Consulenze tecniche e sviluppo esterno

Le spese per consulenti esterni possono essere considerate nel calcolo della R&S quando l’incarico riguarda attività di sviluppo. Lo stesso vale per i servizi di incubazione forniti da incubatori certificati.

C’è però una differenza importante tra sviluppo tecnico del prodotto e semplice fornitura di servizi digitali.

Se una software house sviluppa una componente proprietaria della piattaforma, quella spesa può contribuire al requisito R&S. Se invece fornisce una soluzione standard, personalizza strumenti già esistenti o realizza un sito vetrina, quella spesa resta esclusa.

Prototipi, test e sperimentazione

Le spese per prototipi, test e sperimentazione possono essere considerate R&S quando servono a sviluppare il prodotto.

È il caso, per esempio, di startup che lavorano su software proprietario, hardware, biotech, AI o prodotti tecnici.

Qui la differenza la fanno le attività: versioni preliminari, test funzionali, prove tecniche, validazioni, iterazioni sul prodotto.

Se il costo è legato allo sviluppo, alla verifica o al miglioramento del prodotto, può concorrere al requisito R&S.

Software, cloud e strumenti digitali

Cloud, licenze e strumenti digitali vanno valutati caso per caso.

Uno strumento può rientrare nella R&S se serve a costruire, testare o sviluppare il prodotto. Lo stesso strumento resta un costo operativo se viene usato per gestione interna, marketing, vendite o amministrazione.

Per esempio, un’infrastruttura cloud usata per testare un software proprietario può essere collegata alla R&S. Un gestionale usato per l’attività ordinaria della società, invece, no.

Spese legali per proprietà intellettuale

Rientrano le spese legali legate alla registrazione e alla protezione della proprietà intellettuale: brevetti, marchi, software, licenze d’uso e altri strumenti di tutela.

Per una startup che sviluppa tecnologia proprietaria, questi investimenti hanno una doppia funzione: proteggono il progetto e possono contribuire al calcolo del requisito R&S.

Quali costi non sono R&S

Un errore frequente è associare la R&S a qualsiasi attività legata al digitale.

Avere una piattaforma online, un e-commerce personalizzato o una web app non significa automaticamente fare ricerca e sviluppo.

Lo stesso vale per:

  • Marketing;
  • Advertising;
  • Gestione operativa;
  • Manutenzione ordinaria;
  • Siti vetrina;
  • Attività commerciali.

Sono costi utili alla startup. Non sempre descrivono attività innovative sul piano tecnico.

Come documentare le spese R&S

Una spesa può essere considerata R&S solo se è collegata a un’attività di sviluppo riconoscibile.

Non basta aver sostenuto il costo. Devi poter spiegare a cosa è servito.

Se la startup ha già un bilancio approvato

Le spese R&S risultano dall’ultimo bilancio approvato e vengono descritte nella nota integrativa. Qui la società indica l’importo sostenuto e le attività a cui quelle spese si riferiscono.

Il bilancio, però, mostra il dato economico. Non sempre basta a spiegare perché un costo sia ricerca e sviluppo.

Per questo è utile separare fin dall’inizio le spese collegate alla R&S. Se sviluppo, marketing, gestione ordinaria e consulenze finiscono nello stesso gruppo di costi, a fine anno diventa più difficile sostenere la percentuale dichiarata.

La documentazione migliore si costruisce durante l’anno. Non si recupera a bilancio chiuso.

Se la startup è appena costituita

Nel primo anno la startup non ha ancora un bilancio approvato. In questo caso le spese R&S sono attestate da una dichiarazione sottoscritta dal legale rappresentante.

Quella dichiarazione deve essere coerente con ciò che la società sta costruendo: piano di sviluppo del prodotto, contratti con fornitori tecnici, business plan, preventivi e prime evidenze del lavoro avviato.

Non deve sembrare una formula. Deve mostrare che la società sta investendo su prodotto, tecnologia o sperimentazione.

I documenti più utili per sostenere la R&S

La documentazione è fondamentale e va costruita durante l’anno, non recuperata a posteriori. I documenti più utili sono: roadmap di prodotto, timesheet del team tecnico, repository software, documentazione di test e relazioni tecniche.

Questi documenti non servono solo per l’iscrizione nella sezione speciale, ti serviranno anche per bandi, investitori, due diligence e verifiche future.

Quando la R&S si vede nel prodotto, nella roadmap, nei test e nel lavoro del team, il requisito è molto più forte.

Cosa succede dopo il terzo anno

Dopo il terzo anno non basta più confermare i requisiti iniziali. Per restare nella sezione speciale, la startup deve attestare uno dei requisiti rafforzati previsti dalla nuova disciplina.

Se la startup basa il mantenimento dello status sulla R&S, la soglia passa dal 15% al 25% del maggiore tra costo e valore della produzione.

In alternativa al 25% di R&S, puoi mantenere lo status con altri requisiti rafforzati: crescita di ricavi o occupazione qualificata, riserva patrimoniale da investitori qualificati, brevetto industriale o contratto di sperimentazione con una pubblica amministrazione.

Se la startup era già iscritta alla sezione speciale al 18 dicembre 2024, deve verificare i termini di adeguamento previsti dalla riforma. Le scadenze dipendono dalla data di iscrizione e dal tempo già trascorso nella sezione speciale.

Oltre il quinto anno: la fase scale-up

Dopo il quinto anno, lo status può proseguire solo se la società entra nella fase scale-up.

La proroga avviene per periodi biennali e richiede condizioni molto più selettive. Tra queste:

  • aumento di capitale a sovrapprezzo superiore a 1 milione di euro, sottoscritto da un OICR;
  • incremento dei ricavi superiore al 100% rispetto all’anno precedente.

In questa fase la R&S non è più l’elemento centrale. La società deve dimostrare crescita, capacità di attrarre capitale e solidità del percorso imprenditoriale.

Quando conviene usare il requisito R&S

Se l’attività tecnica e i relativi costi descrivono il cuore del tuo progetto, la R&S è una scelta naturale. 

È il caso delle startup che costruiscono tecnologia proprietaria: software, AI, automazioni, hardware, biotech, piattaforme sviluppate internamente.

Qui le spese di sviluppo sono parte del modo in cui la società cresce.

Il requisito è forte anche quando il prodotto è ancora in costruzione: nuove funzionalità, prototipi, test tecnici, infrastrutture, modelli sperimentali, team tecnico che assorbe una parte rilevante dei costi.

Diventa più debole quando il lavoro tecnico è poco documentato o si confonde con attività operative, commerciali o di consulenza.

Una deep tech può mantenere una componente R&S importante anche dopo anni. Una SaaS, crescendo, può spostare molti costi su vendite, marketing e customer care. Una società di consulenza con un prodotto interno può fare più fatica a sostenere questo requisito nel tempo.

Per questo la R&S non va scelta solo perché oggi permette di raggiungere il 15%. Va scelta se descrive bene la società e resta credibile mentre la startup cresce.

R&S, personale qualificato o brevetto: quale requisito scegliere

I tre requisiti di innovatività sono alternativi. Ne basta uno. Ma non sono equivalenti.

RequisitoQuando è adattoPunto forteRischio
Spese R&SStartup che investe in prodotto, tecnologia e sperimentazioneSpesso più accessibile nelle prime fasiRichiede documentazione e verifica nel tempo
Personale qualificatoTeam con dottorandi, dottori di ricerca, ricercatori o laureati magistrali nelle percentuali richiesteMeno dipendente dall’andamento dei costiDipende dalla composizione del team
Brevetto o software registratoStartup con proprietà intellettuale già protetta o disponibileRafforza la componente innovativaNon sempre disponibile nelle prime fasi

Ogni anno la startup deve confermare il possesso del requisito dichiarato per mantenere lo status. Questo non significa che debba restare sempre lo stesso requisito: può cambiare, se la società nel frattempo è cambiata.

All’inizio la R&S può essere la fotografia più fedele: stai sviluppando prodotto, il team tecnico pesa sui costi, i ricavi sono ancora bassi.

Poi la società cresce. Entrano nuove persone, il prodotto viene protetto, il modello commerciale prende spazio. A quel punto può avere più senso dichiarare l’innovatività attraverso personale qualificato o proprietà intellettuale.

Anche lo statuto deve lasciare spazio a questa evoluzione. L’oggetto sociale deve descrivere lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico, senza chiudere la società dentro una formula troppo stretta.

Il requisito giusto è quello che racconta meglio la startup nel momento in cui lo dichiari.

Esempi pratici di calcolo e valutazione R&S

Gli stessi criteri portano a valutazioni diverse a seconda di come è strutturata la società.

Startup SaaS con sviluppo interno

Una startup che sviluppa il proprio software con un team tecnico interno assunto è il caso in cui la R&S è più coerente.

I costi che servono al requisito sono gli stessi che la società sostiene per esistere: developer, infrastruttura di sviluppo e test, lavoro sul prodotto. Non c’è niente da forzare, la R&S descrive l’attività reale.

L’unico aspetto a cui fare attenzione è la documentazione. Il requisito è chiaro se il lavoro tecnico viene tracciato mentre si svolge: contratti, rendicontazione delle ore, documentazione di sviluppo. Una startup così di solito le tracce le ha già: vanno solo tenute in ordine.

Marketplace con software house esterna

Qui dipende dall’incarico affidato alla software house.

Se il fornitore sviluppa una componente proprietaria del marketplace, pensata per quel prodotto, la spesa può concorrere alla R&S.

Se invece configura strumenti esistenti, adatta una piattaforma standard o pubblica un prodotto già impostato, quella spesa resta fuori. Anche quando la fattura è alta.

La differenza non sta nell’importo. Sta nel lavoro richiesto al fornitore.

Studio di consulenza con tool interno

Questo è il caso più delicato.

Una società di consulenza può avere costi reali per sviluppare un tool interno. Ma prima del requisito R&S va guardata l’attività prevalente.

Se la società vive soprattutto di consulenza e il tool resta accessorio, quei costi non bastano per ottenere lo status di startup innovativa. Le attività prevalenti di agenzia o consulenza sono escluse.

Il tool, da solo, non cambia la natura della società.

Vuoi capire se la R&S è il requisito giusto per la tua startup?

Scegliere il requisito di innovatività non è un calcolo fine a se stesso. Questa decisione strategica impatta sulla costituzione, lo statuto, la gestione dei costi, la documentazione tecnica, la conferma annuale dei requisiti e l’accesso alle agevolazioni. 

Per questo motivo, in Startax andiamo oltre la semplice verifica del 15%. Il nostro supporto specialistico si concentra su:

  • Struttura complessiva della startup;
  • Analisi dei costi e attività di sviluppo;
  • Impostazione ottimale dello statuto;
  • Raccolta e organizzazione della documentazione R&S;
  • Mantenimento continuo dello status negli anni;
  • Accesso a bandi e finanza agevolata.

Questo è il lavoro che svolgiamo quotidianamente al fianco di startup innovative, SaaS, AI, piattaforme e società tech.

Quello che i founder ci chiedono più spesso sulla R&S

No, sono due strumenti diversi. Il requisito R&S ti serve a ottenere e mantenere lo status di startup innovativa. Il credito d’imposta R&S è un’agevolazione fiscale che riduce le imposte, spetta a tutte le imprese che investono in ricerca e ha regole proprie. Possono coesistere, ma le spese ammesse e le condizioni non coincidono: vanno valutati separatamente.

Sì, per la parte di lavoro dedicata allo sviluppo. La normativa include i costi di soci e amministratori quando svolgono attività di ricerca e sviluppo. Se passi una parte del tempo a sviluppare il prodotto e una parte a gestire la società, rientra solo la quota legata allo sviluppo, e quella quota va calcolata sulle ore, con una rendicontazione che la renda verificabile.

No. La base di calcolo è il maggiore tra il costo della produzione e il valore della produzione, due voci del conto economico. Il fatturato non è il parametro. È una distinzione che conta soprattutto per le startup early stage: anche con ricavi bassi hai una base di calcolo reale, fatta dei costi che stai sostenendo.

Non automaticamente. I requisiti di innovatività sono tre e alternativi: se in un esercizio la R&S scende sotto il 15%, puoi confermare lo status con il personale qualificato o con la proprietà intellettuale. Lo status si perde se non è presente nessuno dei tre. In quel caso la perdita del requisito va comunicata al Registro delle Imprese.