Società di consulenza, agenzie e mediatori possono diventare PMI innovative?

Le società che svolgono prevalentemente attività di consulenza, agenzia o mediazione possono accedere alla sezione speciale delle PMI innovative. Per presentare la domanda devono aver concluso almeno il primo esercizio, approvato il bilancio e averlo sottoposto a revisione.

Se la tua società lavora soprattutto nella consulenza, nell’agenzia o nella mediazione, oggi non può ottenere lo status di startup innovativa. Questo, però, non significa che sia esclusa dal mondo delle imprese innovative.

Per una società già avviata che investe in tecnologia, ricerca, personale qualificato o proprietà intellettuale, l’iscrizione come PMI innovativa può offrire un’alternativa.

Quando una società di servizi può diventare PMI innovativa

Le società che svolgono prevalentemente attività di consulenza, agenzia o mediazione possono accedere alla sezione speciale delle PMI innovative. L’esclusione prevista per le startup innovative, infatti, non si estende automaticamente anche a questa categoria.

Per presentare la domanda, la società deve aver concluso almeno il primo esercizio, approvato il bilancio e averlo sottoposto a revisione.

Non occorre essere stati iscritti in precedenza come startup innovativa. Una società di consulenza, un’agenzia o un mediatore possono diventare direttamente PMI innovative, quando attività, bilancio e documentazione permettono di dimostrare la presenza di tutte le condizioni necessarie.

Le condizioni complete, le percentuali e i criteri di calcolo sono descritti nell’approfondimento sui requisiti delle PMI innovative.

Perché società di consulenza e agenzie non possono essere startup innovative

Dal 18 dicembre 2024, le società che svolgono prevalentemente attività di consulenza o di agenzia non possono ottenere lo status di startup innovativa.

La modifica è stata introdotta dalla Legge 16 dicembre 2024, n. 193, la Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023, che ha aggiornato l’articolo 25 del Decreto-Legge 179/2012.

L’attività svolta dalla società viene esaminata prima dei requisiti di innovatività. Se l’attività prevalente rientra nella consulenza o nell’agenzia, la società non può iscriversi nella sezione speciale delle startup innovative, anche quando sostiene spese in ricerca e sviluppo, impiega personale qualificato o possiede un brevetto o un software registrato.

Cosa si intende per attività di consulenza o agenzia

La circolare MIMIT del 29 luglio 2025, prot. n. 0072022 del 30 luglio 2025, definisce la consulenza come l’attività con cui un’impresa assiste il cliente attraverso informazioni, analisi e pareri fondati sulle proprie competenze.

Tra gli esempi sono richiamati il codice ATECO 70.2, relativo alla consulenza imprenditoriale e gestionale, e il codice 74.99, che comprende altre attività professionali, scientifiche e tecniche. Questi riferimenti non formano un elenco completo: una società può rientrare nell’esclusione anche con un codice diverso, quando l’attività esercitata ha natura consulenziale.

L’attività di agenzia comprende invece le forme di intermediazione dirette alla promozione o alla trattazione di affari, incluse quelle svolte da agenti e rappresentanti di commercio.

Poiché le attività di agenzia non sono raccolte in un unico gruppo ATECO, la verifica comprende anche la descrizione depositata presso il Registro delle Imprese, l’oggetto sociale, quanto dichiarato nell’autocertificazione e l’attività esercitata dalla società.

Cosa succede alle startup già iscritte

Le società già iscritte nella sezione speciale al 18 dicembre 2024, che svolgevano prevalentemente attività di consulenza o di agenzia, non sono state cancellate subito.

La circolare MIMIT ha previsto un periodo di adeguamento. La società deve dichiarare il possesso del nuovo requisito in occasione della successiva conferma annuale.

Se a quella data l’attività prevalente resta la consulenza o l’agenzia, la società non può confermare il possesso di tutti i requisiti necessari per mantenere lo status di startup innovativa.

Come si determina l’attività prevalente della società

La provenienza dei ricavi è uno degli indicatori principali, ma non può essere esaminata in maniera isolata. L’analisi comprende anche i documenti e le informazioni che descrivono l’attività svolta durante l’anno:

  • Il codice ATECO prevalente, che offre una prima classificazione dell’attività dichiarata;
  • L’oggetto sociale e la descrizione depositata presso il Registro delle Imprese, che devono corrispondere alle operazioni svolte;
  • Le fatture e i contratti, dai quali si ricava quale servizio viene acquistato dai clienti;
  • La classificazione dei ricavi, utile per separare le diverse linee di attività;
  • I rapporti con clienti, partner e collaboratori, che aiutano a ricostruire il funzionamento del servizio;
  • L’attività svolta durante l’esercizio, anche quando si è sviluppata in modo diverso rispetto alle previsioni iniziali.

I documenti devono descrivere la stessa attività. Uno statuto formulato in termini molto ampi non modifica la natura delle prestazioni offerte, così come il codice ATECO scelto al momento della costituzione non sostituisce l’esame dei ricavi, delle fatture e dei contratti successivi.

Un software proprietario cambia la natura dell’attività?

La presenza di un software proprietario, da sola, non modifica la qualificazione dell’attività. 

Bisogna verificare quale servizio acquista il cliente e da quali prestazioni derivano i ricavi.

Il software può essere utilizzato per raccogliere dati, elaborare analisi o organizzare il lavoro dei professionisti. In questo caso sostiene l’erogazione del servizio, mentre il cliente continua ad acquistare consulenza.

La situazione è diversa quando il cliente utilizza il software in autonomia e paga una licenza, un abbonamento o un canone di accesso. In questo caso i ricavi possono derivare dalla commercializzazione di un prodotto o servizio tecnologico.

Una piattaforma che mette in relazione soggetti diversi richiede un’ulteriore verifica. Anche se sviluppata internamente, può svolgere attività di agenzia, mediazione o intermediazione quando il servizio consiste nella ricerca, nella selezione o nel contatto con un’altra parte.

Il cliente paga principalmente perAttività da esaminare
Ore di lavoro, analisi, pareri o assistenzaConsulenza
Accesso autonomo a un software o a una piattaformaProdotto o servizio tecnologico
Ricerca, selezione o contatto con un’altra parteAgenzia, mediazione o intermediazione
Accesso al software accompagnato da un intervento professionale essenzialeModello di ricavi e servizio acquistato

Se la maggior parte dei ricavi deriva da prestazioni professionali, l’attività resta consulenza anche quando il software appartiene alla società. Se, invece, i ricavi provengono soprattutto da licenze, abbonamenti o accessi autonomi, la società può verificare se svolge prevalentemente attività di sviluppo e commercializzazione di prodotti o servizi tecnologici.

In questo secondo caso restano da esaminare gli altri requisiti delle startup innovative

Tre casi di società di servizi che possono diventare PMI innovative

I tre casi seguenti mostrano come il ruolo della tecnologia e la provenienza dei ricavi possano portare a qualificazioni diverse.

Per l’iscrizione come PMI innovativa servono comunque il primo bilancio approvato e sottoposto a revisione e almeno due requisiti tra:

  1. Spese in ricerca, sviluppo e innovazione;
  2. Personale qualificato;
  3. Brevetto o software registrato.

Piattaforma di consulenza psicologica con tecnologia proprietaria

In questo modello, la qualificazione dipende dal rapporto tra la società, il professionista e l’utente.

La piattaforma può occuparsi della scelta dello psicologo, delle prenotazioni, dei pagamenti e della raccolta delle informazioni necessarie al percorso. Se il contratto riguarda la prestazione psicologica e il corrispettivo viene incassato dalla società, il cliente sta acquistando un servizio professionale. Il software permette di organizzarlo e distribuirlo, ma non ne modifica la natura.

Quando questa attività genera la maggior parte dei ricavi, la società non può iscriversi come startup innovativa.

Una struttura diversa è quella in cui la società fornisce soltanto la tecnologia. Se concede la piattaforma in licenza SaaS agli psicologi, non assume obblighi verso i pazienti e riceve ricavi da canoni o abbonamenti, l’attività può essere ricondotta alla commercializzazione di un servizio tecnologico. In questo caso si possono esaminare anche i requisiti richiesti per l’iscrizione come startup innovativa.

Per l’accesso alla sezione delle PMI innovative, la società può documentare, per esempio, la presenza di personale qualificato, le spese sostenute per lo sviluppo della piattaforma e la registrazione del software.

Agenzia che utilizza algoritmi proprietari per analizzare dati e gestire campagne

Un’agenzia può sviluppare una piattaforma capace di analizzare grandi quantità di dati, segmentare clienti, stimare la probabilità di risposta a una campagna e automatizzare alcune attività operative.

Se il cliente acquista analisi, progettazione e gestione delle campagne, i ricavi derivano comunque dall’incarico professionale. Gli algoritmi migliorano il servizio e permettono di lavorare su una quantità maggiore di dati, ma restano inseriti nell’attività dell’agenzia.

La società può iscriversi come PMI innovativa se documenta almeno due requisiti di innovatività. Potrebbe utilizzare, per esempio, le spese sostenute per lo sviluppo degli algoritmi insieme alla presenza di personale qualificato o alla registrazione del software.

L’acquisto di programmi già disponibili sul mercato non dimostra un’attività propria di ricerca o sviluppo. La società deve poter documentare il lavoro svolto internamente, i relativi costi e la loro corretta rappresentazione nel bilancio.

Mediatore creditizio con piattaforma per l’analisi delle imprese

Una società di mediazione creditizia può utilizzare una piattaforma per raccogliere bilanci, dati fiscali e flussi finanziari e individuare le soluzioni di finanziamento più adatte alle imprese.

Anche in presenza di una tecnologia proprietaria, il servizio acquistato resta la mediazione tra il cliente e gli operatori finanziari. Se i ricavi provengono principalmente da questa attività, la società rientra nella mediazione e non può ottenere lo status di startup innovativa.

L’iscrizione nella sezione delle PMI innovative non modifica gli obblighi previsti per la mediazione creditizia. Restano quindi necessarie l’iscrizione all’OAM e le altre condizioni richieste per l’esercizio dell’attività regolamentata.

Da SRL ordinaria a PMI innovativa: il percorso possibile

Durante il primo esercizio, una società che vende prevalentemente consulenza, agenzia o mediazione può operare come SRL ordinaria. 

In questa fase può già organizzare la contabilità in modo utile per le verifiche successive, separando le diverse fonti di ricavo, registrando correttamente le spese di R&S e raccogliendo i documenti relativi al personale e alla proprietà intellettuale.

Dopo l’approvazione del primo bilancio e la relazione di revisione, può presentare la domanda di iscrizione come PMI innovativa, a condizione che possieda almeno due requisiti di innovatività e sia in grado di documentarli.

Il percorso può cambiare se cambia anche il modello di business. Quando i ricavi iniziano a derivare prevalentemente da licenze, abbonamenti o accessi autonomi a un prodotto tecnologico, la società può verificare se l’attività soddisfa anche le condizioni previste per le startup innovative.

Fase della societàStatusAttività da preparare
Primo esercizio, con ricavi prevalenti da consulenza, agenzia o mediazioneSRL ordinariaSeparazione delle fonti di ricavo, registrazione delle spese di ricerca e raccolta dei documenti relativi al personale
Primo bilancio approvato, relazione di revisione e almeno due requisitiPMI innovativaVerifica della documentazione e presentazione della domanda di iscrizione
Ricavi prevalenti da licenze, abbonamenti o accessi autonomi a un prodotto tecnologicoPossibile startup innovativaAnalisi dell’attività svolta, della struttura dei ricavi e dei requisiti richiesti

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Gli errori che troviamo più spesso nelle richieste di iscrizione

Durante le verifiche preliminari capita spesso di incontrare società convinte di avere già tutto ciò che serve per diventare PMI innovative. Il confronto tra attività dichiarata, ricavi e documenti può però far emergere incongruenze che rendono prematura l’iscrizione o richiedono alcune correzioni.

Gli errori più frequenti riguardano:

  • Ricavi provenienti da attività diverse non separati correttamente, con la conseguenza che non è possibile capire quale attività sia prevalente;
  • Oggetto sociale, codice ATECO e operatività non allineati, soprattutto quando il modello di business è cambiato nel tempo;
  • Spese di ricerca e innovazione non riconoscibili nel bilancio, anche se la società ha sostenuto attività di sviluppo;
  • Titoli di studio e contratti del personale non raccolti, con difficoltà nel dimostrare il requisito relativo alle competenze;
  • Revisione del bilancio organizzata troppo tardi, quando la domanda di iscrizione è già stata programmata;
  • Software o brevetti non intestati correttamente alla società oppure privi della documentazione necessaria.

Per le attività regolamentate, l’analisi comprende anche gli obblighi previsti dalla disciplina di settore: una società che opera in ambito sanitario, finanziario o professionale deve coordinare l’eventuale iscrizione come PMI innovativa con autorizzazioni, registri e requisiti richiesti per l’esercizio dell’attività.

Le difficoltà nascono spesso quando documenti societari, contabilità e organizzazione descrivono la società in modi diversi. Per questo la verifica viene svolta insieme da professionisti fiscali e legali, che esaminano ricavi, contratti, bilancio, struttura societaria e requisiti dichiarati.

Verifica se la tua società può diventare PMI innovativa

Startax esamina l’attività prevalente, i dati contabili, il bilancio e i requisiti di innovatività per capire se la società può presentare la domanda di iscrizione.

Al termine dell’analisi avrai un quadro preciso di:

  • Requisiti già disponibili e documentabili;
  • Elementi da integrare o correggere;
  • Documenti da predisporre;
  • Momento adatto per presentare la domanda;
  • Eventuale status societario alternativo da considerare.

La verifica permette di evitare una domanda incompleta e di preparare l’iscrizione sulla base dei documenti che la società può effettivamente produrre.

Domande che puoi farti se hai un’attività di consulenza o un’agenzia

No. Il codice ATECO offre una prima indicazione, ma non basta per definire l’attività prevalente. La verifica comprende anche ricavi, fatture, contratti, oggetto sociale, descrizione depositata presso il Registro delle Imprese e attività svolta durante l’esercizio.

Sì. Il cambiamento deve risultare dall’attività svolta e dai ricavi prodotti. Oggetto sociale, codice ATECO, fatture, contratti e documenti contabili devono descrivere in modo coerente il nuovo modello adottato dalla società.

Dipende da come è formulato e dall’attività svolta dalla società. La modifica è necessaria quando l’oggetto sociale non descrive più in modo corretto le operazioni e il modello di business. Prima di intervenire sullo statuto, è quindi opportuno confrontarlo con attività dichiarata, ricavi e documentazione aziendale.

Sì. Anche una società che non è già soggetta alla revisione legale può affidare l’incarico a un revisore legale o a una società di revisione iscritti nell’apposito registro. Al momento della domanda, il bilancio deve essere già approvato, depositato e accompagnato dalla relazione di revisione.

Sì, quando la società possiede gli altri due requisiti di innovatività: le spese in ricerca, sviluppo e innovazione e la presenza di personale qualificato, nelle percentuali previste dalla legge.