Come aprire una startup innovativa: da legge e fisco, fino agli errori da evitare

Tutte le startup innovative sono startup, ma non tutte le startup possono essere definite "innovative" secondo i criteri di legge. Con lo Startup Act, poi, questi criteri sono diventati più selettivi e rigorosi.

La guida in pillole

Lo scopo di questa guida è fornire una roadmap per chi vuole avviare una startup innovativa, con focus alla dimensione legale e fiscale. 

Troppo spesso, infatti, l’entusiasmo per una buona idea imprenditoriale fa perdere di vista gli aspetti pratici e burocratici che sono fondamentali per costruire un business su basi solide.

Quali sono i principali step burocratici per costituire una startup? 

I passaggi sono 5: 

  1. Scegliere la forma giuridica 
  2. Redigere l’atto costitutivo e lo statuto
  3. Versare il capitale sociale
  4. Ottenere partita IVA e codice fiscale
  5. Iscriversi al Registro delle Imprese

Cosa serve per iniziare a operare?

Servono almeno: 

  1. Conto corrente business;
  2. Sede legale (che può essere anche presso di noi);
  3. Software di fatturazione elettronica.

Sulla base del modello di business si possono poi prevedere ulteriori necessità.

Come può finanziarsi una startup? 

Le opzioni principali sono: attingere a risorse proprie o di familiari e amici, partecipare a bandi pubblici per ricevere contributi, entrare in programmi di incubatori/acceleratori, lanciare campagne di crowdfunding, proporsi a investitori professionali e venture capital.

Quali sono gli errori da evitare quando si lancia una startup? 

I più comuni sono: 

  • Sottovalutare l’impegno economico e di tempo richiesti
  • Improvvisare senza avere una forte motivazione imprenditoriale
  • Non farsi affiancare da consulenti esperti in ambito legale e fiscale. 

Che cos’è una startup innovativa?

Una startup innovativa è una società di capitali di nuova costituzione che opera in settori ad alta intensità tecnologica. Per essere definita tale, deve soddisfare criteri precisi: 

  • Essere classificata come micro, piccola o media impresa (MPMI), 
  • Rispettare specifici requisiti alternativi, tra:
    • Spesa in ricerca e sviluppo
    • Team qualificato
    • registrazione brevetti o software.

È importante sottolineare che le normative del 2025, come chiarito dalla Circolare MIMIT del 30 luglio 2025, escludono esplicitamente le società la cui attività prevalente sia di ‘agenzia e di consulenza’, in particolare quelle con codici ATECO 70.2, consulenza gestionale, e 74.99, attività professionali e tecniche.

La differenza tra “startup” e “startup innovativa”

In senso più ampio, si definisce “startup” qualsiasi nuova impresa nella sua primissima fase di attività, quando ancora sta muovendo i primi passi per sviluppare il suo modello di business. Rientrano in questa definizione generica realtà molto diverse tra loro: dall’e-commerce di abbigliamento appena lanciato alla software house agli esordi, fino alla food delivery che muove i primi passi. Ciò che accomuna queste iniziative è lo stadio embrionale del business, non l’ambito operativo. È proprio qui che le nuove regole tracciano una linea netta: mentre un’attività di consulenza può essere considerata una “startup” in termini atecnico, tuttavia non può accedere ai benefici previsti per le startup innovative.

Il regime speciale per le startup innovative

Per le realtà che riescono a qualificarsi come “innovative”, il legislatore ha previsto un regime speciale ricco di vantaggi: incentivi fiscali, deroghe al diritto societario, accesso agevolato al Fondo di Garanzia e procedure semplificate. L’obiettivo è favorire la nascita di imprese ad alto potenziale.  

Attenzione però, questa è la novità fondamentale del 2025: a fronte di agevolazioni così importanti, i criteri per ottenere e mantenere questo status sono diventati più stringenti e selettivi. Si tratta di un percorso che premia l’innovazione autentica e misurabile.  

Quindi, perché è importante questa distinzione?

Tutte le startup innovative sono startup, ma non tutte le startup possono essere definite “innovative” secondo i criteri di legge. Ciò che accomuna tutti è la voglia di trasformare un’idea in realtà, ma solo chi pianifica il proprio percorso tenendo conto delle nuove, rigorose regole potrà sfruttare appieno le opportunità offerte.

Perché puntare allo status di startup innovativa?

Se hai un’idea che può diventare un business scalabile nel settore tech, lo status di startup innovativa ti offre diversi vantaggi, tra cui:

  • Vantaggi fiscali dirompenti per gli investitori, come la detrazione IRPEF potenziata al 65% e l’esenzione totale sulle plusvalenze da capital gain
  • Esonero totale da diritti camerali e imposte di bollo per gli adempimenti al Registro Imprese
  • Deroghe al diritto societario che permettono una governance flessibile e l’uso di strumenti di incentivazione azionaria (es. work for equity)
  • Accesso prioritario e semplificato a finanziamenti dedicati, come il Fondo di Garanzia per le PMI e il bando Smart & Start di Invitalia
  • Accesso a procedure semplificate per la gestione della crisi d’impresa (il cosiddetto “Fail Fast”), che ti tutelano in caso di difficoltà.  

Senza questo status, una normale società di capitali non ha accesso a nessuna di queste agevolazioni specifiche.

Dalla visione alla costituzione: i 5 step per costituire la tua startup innovativa

Hai validato l’idea, hai un team, o almeno un co-founder, e senti che è il momento di fare sul serio. Ma da dove si comincia concretamente?

Molti founder pensano che costituire una startup sia solo questione di andare dal notaio e firmare qualche carta. In realtà, le scelte che fai in questa fase determineranno se tra due anni riuscirai ad attrarre investimenti o se dovrai perdere mesi preziosi per ristrutturare tutto.

L’iter burocratico è sempre lo stesso per tutte le società, ma le implicazioni strategiche cambiano drasticamente quando parliamo di startup innovative. Non si tratta solo di “aprire una società”, ma di costruire le fondamenta per una crescita scalabile.

La forma giuridica: una scelta che ti seguirà per anni

SRL o SRLS? 

  • SRL ordinaria: la scelta ideale per fare startup, nessun capitale minimo richiesto, statuto personalizzabile, nessun limite al capitale sociale in caso di investimenti.
  • SRL semplificata (SRLS): risparmio sul costo del notaio in sede di costituzione, tuttavia, si rivela poco adatta per fare startup per due principali criticità: l’obbligo di usare uno statuto standard non modificabile e il limite massimo del capitale sociale di 10.000 euro che la rende di fatto inadatta a raccogliere capitali da investitori.

Una soluzione temporanea nella fase di sperimentazione o sviluppo iniziale del progetto potrebbe, infine, essere la ditta individuale, con costi di apertura e gestione molto contenuti. Tuttavia, si parla sempre di una P.Iva e non di una società, pertanto non può mai diventare startup innovativa, raccogliere investimenti o avere più soci, essendo appunto un’impresa in forma “individuale”.

Il consiglio Startax: la maggior parte delle startup parte con una SRL ordinaria. Ti dà la flessibilità di crescere senza dover ristrutturare tutto quando arrivano i primi investitori.

2. Redigere statuto e atto costitutivo “future-proof”

L’atto costitutivo e lo statuto sono il DNA della tua società: definiscono come prendi decisioni, come gestisci nuovi soci, come strutturi piani di incentivazione. Per una startup che punta a crescere, questi documenti devono essere pensati strategicamente.

Un statuto mal strutturato può costarti caro: c’è chi si è trovato impossibilitato a dare equity al team perché “non era previsto”, chi ha dovuto rifare tutto da capo prima di un round perché la governance era inadeguata.

Un statuto ben strutturato per startup innovative include già:

  • Clausole per future stock option per attrarre talenti
  • Regole chiare per l’ingresso di nuovi soci che non rallentino i round di investimento.
  • Governance scalabile che funzioni con 2 soci come con 10.

Uno statuto generico o mal redatto può portare a una diluizione eccessiva per i fondatori o a stalli decisionali. Bisogna dedicare tempo e risorse alla negoziazione e redazione di patti parasociali e di uno statuto che bilanci i diritti di tutte le parti. Personalizzare questi documenti per le SRL è possibile e offre grande flessibilità, ma serve conoscere bene il mondo startup per farlo nel modo giusto. Non basta l’esperienza da avvocato tradizionale: qui serve qualcuno che sa come ragiona un founder.

(Questo argomento è importantissimo. Ti consiglio di leggere la risorsa sullo Statuto per startup).

3. Versare il capitale sociale

È vero che per costituire una startup in forma di SRL o SRLS basta 1 euro, ma devi pensare che il capitale sociale è la base finanziaria da cui parte la tua avventura imprenditoriale.

Per le startup innovative, il capitale serve per:

  • Far fronte ai costi di costituzione della società con il notaio e alle imposte iniziali.
  • Finanziare le prime spese di R&S, che poi potrai dedurre.
  • Dimostrare commitment ai futuri investitori.
  • Accedere a bandi e finanziamenti che spesso richiedono una dotazione patrimoniale minima.

4. Ottenere partita IVA e codice fiscale

Qui entra in gioco la strategia fiscale. La scelta del regime fiscale  e del codice ATECO giusto determinerà il tuo carico fiscale e l’accesso a determinate agevolazioni.

Per le startup innovative, la scelta del regime ordinario è quasi sempre obbligata (a meno che non si tratti di ditta individuale) e comunque la più vantaggiosa. Ecco perché:

  • Deducibilità totale dei costi, inclusa la R&S: il regime ordinario è l’unico che permette di dedurre integralmente questa spesa ingente, abbattendo così la base imponibile.  
  • Riporto delle perdite: è normale che una startup chiuda i primi esercizi in perdita. Il regime ordinario consente di “portare avanti” queste perdite per compensarle con gli utili futuri, rimandando il pagamento delle imposte a quando l’azienda sarà profittevole.  
  • Attrattività per clienti B2B: in regime ordinario si applica l’IVA, che i vostri clienti business possono a loro volta scaricare. Questo vi rende un fornitore fiscalmente più competitivo rispetto a chi, operando in regime forfettario, non permette questa detrazione.

5. Iscrizione al Registro delle Imprese e sezione speciale

L’iscrizione al Registro delle Imprese ti dà personalità giuridica. È il momento in cui la tua startup diventa ufficialmente una società, con tutti i diritti e doveri che ne conseguono.  

Contestualmente, si richiede l’iscrizione alla sezione speciale per le startup innovative

Tecnicamente, l’iscrizione alla sezione speciale può essere richiesta anche in un secondo momento. Tuttavia, la procedura standard e più efficiente, gestita dal notaio e dal commercialista tramite la “Comunicazione Unica”, prevede di effettuare le due iscrizioni, ordinaria e speciale, simultaneamente. Partire subito con il piede giusto significa attivare immediatamente tutte le agevolazioni a tua disposizione.

Setup operativo e gestionale

Ora che abbiamo fatto chiarezza sugli adempimenti legali per avviare una startup, è il momento di affrontare alcuni aspetti più “pratici” ma non meno importanti per il successo del progetto imprenditoriale. Stiamo parlando di questioni come l’apertura di un conto corrente dedicato, la scelta della sede. 

Aprire un conto corrente business 

Per le società l’apertura di un conto corrente aziendale è obbligatoria per legge. Non è possibile utilizzare un conto personale per gestire le finanze societarie.

La buona notizia è che oggi esistono soluzioni digitali pensate specificamente per startup e nuove imprese. Questi istituti bancari offrono:

  • Gestione 100% online senza necessità di recarsi in filiale
  • Integrazione nativa con software di fatturazione elettronica e contabilità
  • Controllo in tempo reale di flussi e spese attraverso app intuitive
  • Carte virtuali e fisiche per team e collaboratori con limiti personalizzabili
  • Costi competitivi rispetto alle banche tradizionali

Tuttavia, se hai in programma di richiedere finanziamenti bancari o prestiti per la tua startup, valuta anche l’apertura di un rapporto con una banca tradizionale. Spesso per ottenere un prestito è necessario avere il conto corrente presso lo stesso istituto.

Fissare la sede legale 

Anche se viviamo nell’era del lavoro agile e del digitale, per una startup avere una sede legale resta un adempimento obbligatorio. La sede legale va indicata nell’atto costitutivo e deve coincidere con il luogo in cui si trova il centro amministrativo dell’attività.

Per la maggior parte delle startup tecnologiche, la sede legale è puramente una formalità burocratica: 9 startup su 10 che costituiamo non hanno un ufficio fisico e non ne hanno bisogno nelle prime fasi. Il team lavora da remoto, i clienti sono digitali, l’attività si svolge online.

Ecco perché abbiamo messo a vostra disposizione il servizio di domiciliazione: sappiamo che dovere per forza avere un indirizzo quando di fatto non userete mai quell’ufficio è un bel problema. Puoi utilizzare il nostro indirizzo come sede legale della tua società e problema risolto. È un servizio aggiuntivo molto apprezzato perché ti toglie questo pensiero.

Software di fatturazione elettronica

Per le società la fatturazione elettronica è obbligatoria.

Ecco cosa serve:

  • Software certificato che generi fatture nel formato XML richiesto;
  • Trasmissione tramite Sistema di Interscambio (SdI) dell’Agenzia delle Entrate;
  • Conservazione digitale dei documenti per 10 anni.

Oltre a questo, è importante verificare che il software e il processo di fatturazione rispettino tutti i requisiti specifici definiti dall’Agenzia delle Entrate, inclusi gli elementi obbligatori della fattura stessa (come numero, dati del cliente e del fornitore). 

Oltre all’obbligo normativo, un buon sistema di fatturazione elettronica offre vantaggi operativi:

  • Automazione dei processi di fatturazione e registrazione contabile
  • Integrazione con la contabilità per ridurre errori e duplicazioni
  • Tracciabilità completa di emissioni, invii e pagamenti
  • Accesso in tempo reale allo stato delle fatture.

Per le startup è fondamentale scegliere una soluzione che cresca insieme al business, evitando costosi cambi di sistema quando aumentano volumi e complessità delle operazioni.

Con Startax, il software di fatturazione elettronica è incluso nell’abbonamento: essendo un obbligo di legge, lo consideriamo parte integrante del servizio di commercialista, non un extra da pagare a parte.

Finanziare la tua startup: le opzioni disponibili

Hai un’idea imprenditoriale innovativa e un team di talenti disposti a realizzarla con te. La validazione ha avuto esito positivo ed ora inizi a sentire la necessità di raccogliere finanziamenti per scalare.

Ma come reperire i capitali necessari? Non farti spaventare: le strade sono più di quelle che immagini. Alcune più tradizionali, altre più innovative, ma tutte percorribili con la giusta determinazione e pianificazione. Vediamo insieme le principali opzioni.

Partire con le proprie risorse: il bootstrapping

Molti imprenditori iniziano con i propri risparmi o con il supporto economico di familiari e amici. Questo metodo, chiamato bootstrapping, permette di mantenere il pieno controllo dell’azienda e di agire rapidamente senza dover rendere conto a investitori o banche. Tuttavia, il capitale a disposizione è spesso limitato e tutto il rischio finanziario ricade sui fondatori. Il bootstrapping è un buon punto di partenza ma difficilmente basta per scalare e raggiungere obiettivi ambiziosi. Ecco perché conviene analizzare anche altre strade di finanziamento per la tua startup.

Bandi e programmi pubblici

Enti statali, regionali ed europei promuovono bandi e programmi di finanziamento per sostenere l’imprenditoria. Si tratta di un’opportunità interessante per ottenere finanziamenti, spesso a fondo perduto o tasso agevolato, ma richiede un certo impegno nella presentazione dei progetti.

Incubatori e acceleratori

Queste strutture offrono spazi, servizi e risorse per favorire la crescita delle imprese, soprattutto in fase di avvio o sviluppo. Possono fornire consulenze, mentorship, networking e, in alcuni casi, anche investimenti diretti.

Crowdfunding

La raccolta di fondi tramite piattaforme online è un’alternativa innovativa per finanziare progetti imprenditoriali. Anche privati cittadini, associazioni o organizzazioni non profit possono utilizzare il crowdfunding per raccogliere fondi.

Tipologie principali:

  • Reward-based: chi partecipa riceve un premio (prodotto o servizio)
  • Lending-based: raccolta fondi sotto forma di prestito
  • Equity-based: gli investitori ottengono quote della società

Il crowdfunding è particolarmente efficace per testare il mercato e costruire una community attorno al brand. Tuttavia per accedere a queste campagne è opportuno avere una strategia di storytelling del progetto davvero efficace, interagire costantemente con i sostenitori.

Investitori e venture capital

Se punti a una crescita rapida, puoi considerare di presentare la tua impresa a investitori professionali o società di venture capital. Questi soggetti investono capitali in imprese con alto potenziale, ma la selezione è molto competitiva: gli investitori cercano team solidi, prodotti scalabili e mercati ampi. Ottenere il loro supporto può accelerare lo sviluppo dell’impresa, ma significa anche condividere il controllo e rispettare precise aspettative di rendimento.

Prestito bancario

Le startup possono ottenere prestiti bancari, ma non è un percorso semplice. Le banche vedono le nuove imprese come business rischiosi e prima di concedere finanziamenti hanno bisogno di prove concrete a sostegno del progetto. La valutazione avviene attraverso un rating che considera dati di bilancio, verifica banche dati, anzianità dell’azienda, settore di appartenenza e rapporti precedenti con l’istituto. Ogni banca attribuisce importanza diversa a questi fattori: alcune si concentrano sul bilancio, altre sul settore, altre sulla centrale rischi. Il Fondo di Garanzia del Medio Credito Centrale facilita notevolmente l’accesso garantendo alla banca l’80% del prestito, riducendo il rischio per l’istituto di credito. I vantaggi principali sono il mantenimento del pieno controllo della società senza cedere quote e tassi competitivi. Il successo dipende molto dal contattare la banca giusta in base alla propria situazione specifica e dal mantenere un buon rating creditizio.

Qual è la soluzione giusta per te?

Trovare il giusto mix di finanziamenti è essenziale per sostenere la crescita dell’impresa. Ogni soluzione ha vantaggi e svantaggi, e la scelta dipende dal modello di business, dall’orizzonte temporale e dal livello di autonomia che si vuole mantenere. Considera poi che se sei una start up innovativa, puoi accedere ad agevolazioni fiscali e opportunità di finanziamento a te dedicate. 

(Sull’argomento puoi approfondire nella Risorsa Come finanziare la tua startup)

Errori da evitare quando si avvia una startup

In questa guida ti abbiamo accompagnato tra scelte fiscali strategiche, adempimenti burocratici e opportunità di crescita per avviare la tua startup nel modo migliore.

Prima di lasciarti, però, un ultimo consiglio: non commettere questi errori che possono compromettere la tua avventura imprenditoriale ancora prima di cominciarla davvero.

Sottovalutare l’impegno economico e di tempo richiesti

Aprire una startup non è un hobby del weekend. Richiede un investimento economico significativo e un impegno temporale importante. La maggior parte dei founder sottovaluta entrambi gli aspetti. Parliamo di mesi, spesso anni, prima di guadagnare davvero. Nel frattempo dovrai sostenere costi fissi, stipendi, fornitori, marketing. Se hai un lavoro dipendente e pensi di gestire la startup “a tempo perso”, sarà molto difficile ottenere risultati. Chi ha successo si dedica completamente al progetto, spesso a costo di licenziarsi. È una scelta importante che va valutata con attenzione.

Improvvisare senza avere una forte motivazione imprenditoriale

Molti si sentono “imprenditori” per qualche mese, trattando la startup come un esperimento. Fare impresa richiede dedizione costante, non solo curiosità. Significa essere disposti a pensarci quotidianamente, a investire tempo ed energie ben oltre l’orario di lavoro tradizionale. Se questo non ti entusiasma, è meglio valutare bene prima di iniziare.

Non farsi affiancare da consulenti esperti in ambito legale e fiscale

La complessità di gestire un’impresa va ben oltre quello che si immagina. Fiscalità, contratti, rapporti con investitori, compliance normativa: ogni errore può frenare la tua attività Investire in consulenza specializzata fin dall’inizio può evitare problemi costosi in seguito, e permette di concentrarsi sul core business.

È importante essere realisti: avviare una startup è impegnativo e non sempre va come sperato. Ma se hai una buona idea, la motivazione giusta e ti circondi delle persone competenti, hai tutte le carte in regola per farcela.

La strada davanti a te

Eccoci giunti davvero alla fine di questa guida per aspiranti founder. 

Speriamo di averti dato spunti utili per trasformare il tuo sogno in realtà, evitando le trappole più comuni e valorizzando le opportunità di un ecosistema dinamico e sfidante come quello dell’innovazione. Ma soprattutto, ci auguriamo di averti trasmesso la voglia di provarci davvero, di rimboccarti le maniche e di tuffarti nell’avventura imprenditoriale con passione e determinazione. Perché il mondo là fuori ha bisogno della tua idea visionaria, del tuo spirito di iniziativa, del tuo coraggio di cambiare le cose.

Le startup sono il motore del futuro. E il futuro inizia da quello che farai tu domani. Buona strada!

Faq: le domande che tutti si fanno prima di costituire la startup

I tempi per aprire ufficialmente una società variano in base a diversi fattori, come il tipo di società che scegli, la complessità dei documenti costitutivi, l’efficienza dei professionisti che ti affiancano (notaio, commercialista) e la velocità degli uffici pubblici coinvolti.La costituzione della società richiede circa 10 giorni complessivi, a partire dalla consulenza iniziale fino all’iscrizione presso il Registro delle Imprese.

Prendiamo come riferimento la  SRL ordinaria. Le spese sono di 2 tipi: costi di costituzione (una tantum) e costi di gestione (ricorrenti). Ecco un dettaglio basato sui dati del 2025:
A) Costi di costituzione:

  • Onorario notarile: varia in base alla complessità, ma si attesta in media tra 1.500€ e 2.000€. È il costo per avere uno statuto personalizzato, fondamentale per la crescita.  
  • Imposte e diritti fissi:
    • Imposta di Registro: 200€;
  • Tassa vidimazione libri sociali: circa 310€.  
  • Il costo totale per la sola costituzione si aggira quindi realisticamente tra i 2.000€ e i 2.500€, escluso il capitale sociale.

B) Costi di gestione (annuali):

  • Commercialista: l’onorario per la gestione contabile e fiscale annuale parte da circa 3.000 – 4.000€;

Contributi INPS (per amministratori/soci lavoratori): è previsto un minimale di circa 4.400€ all’anno, salvo le esenzioni (ad esempio, se si è lavoratori dipendenti full time).

Le startup innovative sono esenti dal pagamento dei diritti camerali e dell’imposta di bollo per l’iscrizione e per tutti gli atti successivi.

Startup d’impresa, o semplicemente “startup”, indica qualsiasi impresa nella sua fase iniziale, mentre lavora alla costruzione del modello di business. Questa categoria include attività molto diverse tra loro, come e-commerce, food delivery, società di consulenza e attività retail.

Startup innovativa è invece una qualifica legale specifica riservata alle società di capitali di nuova costituzione che operano in settori ad alta intensità tecnologica e soddisfano criteri precisi:

  • Essere classificate come micro, piccola o media impresa (MPMI);
  • Rispettare almeno uno tra questi requisiti: spesa in ricerca e sviluppo, team qualificato, registrazione brevetti o software;

Non avere come attività prevalente “agenzia e consulenza”.

Il ciclo di vita è strutturato a tappe:

Fase 1 (Anni 1-3): periodo iniziale automatico

  • Durata: 3 anni automatici dall’iscrizione
  • Requisiti: mantenere i requisiti di base e almeno uno dei tre pilastri dell’innovazione (R&S, team qualificato, proprietà intellettuale)

Fase 2 (Anni 4-5): prima estensione condizionata

  • Durata: 2 anni aggiuntivi 
  • Requisiti: raggiungere almeno uno tra 5 specifici obiettivi di crescita, come:
    • R&S al 25% del maggiore tra costo e valore produzione
    • Incremento ricavi/occupazione qualificata >50%
    • Riserva patrimoniale >50.000€ da investitori + R&S al 20%
    • Ottenimento di brevetto industriale
    • Stipulazione di almeno un contratto di sperimentazione con una PA

Fase 3 (Anni 6-7): seconda estensione per eccellenze

  • Durata: 2 anni finali per performance eccezionali
  • Requisiti: almeno uno tra:
    • Aumento capitale >1 milione da OICR
    • Incremento ricavi >100% annuo

Durata massima totale: 9 anni (5+2+2), ma solo per startup che dimostrano crescita concreta e misurabile.Attenzione al limite dei 60 mesi: Come chiarito dalla Circolare MIMIT del 30 luglio 2025, nessuna startup può mantenere lo status oltre i 60 mesi dalla costituzione societaria. Se ti iscrivi tardi alla sezione speciale, questo limite prevale su qualsiasi estensione.

La Circolare MIMIT del 30 luglio 2025 chiarisce un punto fondamentale: il limite dei 60 mesi dalla costituzione societaria è invalicabile. Quindi:

  • Se ti iscrivi dopo 2 anni dalla costituzione, avrai solo 3 anni di benefici (non 5)
  • Se ti iscrivi dopo 3 anni, decadi automaticamente al quinto anno dalla costituzione
  • Le estensioni per performance eccezionali non possono comunque superare questo limite